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Gli articoli pubblicati sono redatti dai volontari del servizio civile impegnati nel progetto "Itinerari Possibili"

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La famiglia e il bambino

 

FAMIGLIA

La famiglia e il bambino

 

La famiglia  è un fenomeno complesso, il cui modo di intenderla varia con le evoluzioni sociali a cui si assiste. Dal punto di vista giuridico la famiglia è una società naturale, che ha come scopo fornire una garanzia sociale ai rapporti e agli interessi familiari. Questo giustifica il precetto giuridico-costituzionale secondo cui:

 

Ciascun individuo ha il diritto di essere tutelato all’interno del sistema famiglia, e la libertà di costruire una famiglia secondo le proprie scelte”.

 

La famiglia dovrebbe essere una realtà che offre protezione sostegno ed affetto, ma è solo un’utopia. Il  nucleo familiare si è sempre caratterizzato  per l’attribuzione di ruoli maschili e femminili in cui prevale da un lato, il modello di dominanza e dall’altro, quello di sottomissione, ed è in questo contesto che ben si inserisce il fenomeno della violenza in famiglia su donne e bambini.

 

Per quel che riguarda i bambini, la nostra epoca ha approfondito il sentimento dell’ infanzia, intesa come coscienza che la tenera età è uno stadio importante della vita di un uomo, e che il bambino è una persona umana con  esigenze fondamentali da appagare, abbandonando quella concezione che si era radicata secondo cui il bambino era considerato “una speranza d’uomo” che poteva avere delle aspettative e non dei diritti.

 

Solo alla fine del secolo scorso le scienze misero in risalto il tema dell’infanzia e dei suoi bisogni, si ebbe così in Italia il primo progetto di legge minorile nel 1909, in seguito vennero istituiti gli organi competenti alla loro tutela tra cui: “Il tribunale minorile”. I passi decisivi furono mossi a livello Internazionale con la stesura della Dichiarazione dei diritti del Fanciullo, dove furono elencati tutti i diritti dei bambini. Per giungere di recente alla redazione della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europeaadottata a Nizza nel dicembre del 2000 da parte del Consiglio Europeo che nell’art. 24 recita:

  •   i bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere       

             liberamente la propria opinione;questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in 

 

           funzione della loro età;

  •  in tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o istituzioni private

          l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente;

  •  ogni bambino ha il diritto di intrattenere relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, tranne

            quando ciò sia considerato preminente.

 

Sebbene la Carta è un atto interno della Unione Europea, e quindi non vincolante, è importante rilevare come gli organi dell' Unione hanno fissato dei principi comuni in materia per tutti gli Stati.

 

Nel nostro Paese il fatto che a livello costituzionale non si menzionino direttamente i bambini nei precetti relativi alla tutela dell’individuo, non significa che essi ne siano esclusi, al contrario questi costituiscono le basi dell’attuale legislazione penale e civile per la tutela dell’infanzia. Questa legislazione ha promosso il nascere, intorno agli anni 70, dei primi centri antiviolenza, finalizzati alla rilevazione, all’attivazione degli interventi di protezione attraverso la denuncia, e la segnalazione ai servizi e alle istituzioni competenti per l’accertamento e il trattamento dei vari casi di abuso.

 

Dalle analisi condotte nei Centri si evince come la maggior parte degli abusi avvengono all’interno della famiglia che invece dovrebbe essere un luogo sicuro nel quale trovare protezione, si è inoltre riscontrato come ad avere  parte attiva nell’abuso sia il più delle volte la figura maschile del nucleo. Nonostante l’abuso sessuale sia la forma più evidente di violenza, esiste una gamma svariata di comportamenti più subdoli, che danneggiano allo stesso modo la psiche del fanciullo. Non bisogna quindi sottovalutare le conseguenze piuttosto gravi che la violenza provoca nel breve e nel lungo termine sul processo di crescita, tant’è che il danno cagionato risulta essere maggiore, quando il maltrattamento non è individuato nel breve termine , e soprattutto quando il legame tra vittima e abusante è di tipo familiare.

 

La violenza sessuale sui minori è una delle manifestazioni di violenza più grave all’interno della famiglia, infatti quando è uno dei genitori ad abusare dei figli, vengono meno quegli equilibri familiari e quel rapporto di fiducia che è alla base del rapporto parentale ed è per questo fondamentale che, almeno l’altro genitore sia un valido sostegno per l’abusato, che vede venir meno un suo punto di riferimento.

 

L’abuso sessuale è tra le forme di abuso più difficile da smascherare, in quanto fa leva sui sensi di colpa, sulla paura e la vergogna di svelare il proprio segreto; soprattutto quando l’abuso inizia in età precoce, il silenzio dei bambini è legato all’incapacità di capire cosa esattamente gli stia accadendo.

 

In genere si può affermare che le violenze e le minacce danneggiano il bambino sia fisicamente che psicologicamente. Non è un caso che i bambini abusati sviluppino “La sindrome dell’adattamento”, cioè lo sdoppiamento della personalità che induce il minore a voler bene e quindi a giustificare lo stesso abusante; manifestano ansia, insicurezza, disorientamento, cioè pensano che quanto subiscono è giusto e tendono persino da adulti ad abusare a loro volta

Alcuni invece sviluppano il desiderio di eliminare l’abusante soprattutto quando sono testimoni di maltrattamenti esercitati da un genitore sull’altro. E’ in questo contesto che si sviluppano ragazzi con personalità difficile e con disturbi relazionali; ed è proprio per evitare il ripetersi di questi crimini e il dilagare del malessere nella società, che il nostro Parlamento sta attuando un’ulteriore riforma del diritto di famiglia che permetterà di affrontare il problema della violenza e dello sfruttamento dei bambini, in modo tale da garantire il rispetto, e offrire un aiuto ed un’assistenza particolare data la maggiore fragilità e vulnerabilità.

 

  

 

 Bibbliografia essenziale di riferimento

 

 

 

   Sintesi

 

     Da sempre la famiglia è considerata un'istituzione di gran rilievo nella società, nonostante le recenti indagini hanno reso noto come, è proprio in questo contesto che si attuano forme di abuso su soggetti che da essa dovrebbero essere protetti. La famiglia, intesa come nido natale, a volte si trasforma in un mondo crudele per le piccole vittime poste troppo presto di fronte alla realtà che non le risparmia, al contrario li rende più deboli.

  

Antonella Calabrese

Volontario Servizio Civile

Fondazione “R. Semeraro”

Cooperativa “Solidarietà Salento”

 
 

 

ultimo aggiornamento 07-lug-2004    

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